L’architetto Zeno Schiappelli è da tempo impegnato nello studio delle tecniche per migliorare la vivibilità dello spazio nel quale viviamo. Sostenitore e promotore della casa a basso impatto ambientale, vive a Bolzano dove collabora da circa 5 anni con diverse realtà del settore. Il suo lavoro che tocca molte regioni italiane, dalla Lombardia al Lazio, è incentrato su una progettazione a 360° gradi con particolare attenzione anche all’impiantistica.
La bioedilizia è una nuova frontiera per le costruzioni. In breve quali sono le sue caratteristiche principali?
Le caratteristiche peculiari della Bioedilizia sono l’uso di materiali non nocivi per l’uomo e per l’ambiente in ogni suo ciclo vitale e quindi l’utilizzo di materiali naturali, un corretto orientamento dell’edificio rispetto al nord con uno studio accurato delle zone d’ombra per la protezione dal sole, la riduzione degli elementi che producono campi magnetici, il riutilizzo delle acque piovane, un buon isolamento acustico e termico e un’impiantistica ad alta efficienza che utilizzi come fonte primaria energie rinnovabili. Ad ogni modo, ogni architetto può variare l’ordine di importanza di questi fattori, secondo il proprio credo e sensibilità. Penso che se la bioedilizia è la nuova frontiera per le costruzioni, realizzare edifici energeticamente efficienti sia l’unica via possibile per migliorare la nostra vivibilità.
Cos’è la casa clima?
Una CasaClima è innanzitutto una casa dove si sta bene, dove il livello di comfort é molto elevato e la spesa per il riscaldamento é decisamente contenuto. In concreto una Casaclima é un edificio che ha ricevuto una certificazione da parte dell’agenzia CasaClima di Bolzano. L´agenzia classifica gli edifici secondo un indice energetico, un po’ come gli elettrodomestici, classe B, classe A, e classe Oro. Ad esempio, una CasaClima Oro consuma al massimo un litro di gasolio per metro quadro all’anno, quindi per 100 metri quadri si spendono circa 120 euro all’anno, indipendentemente dallo stile architettonico.
Quali sono gli elementi fondamentali o le tecniche usate per progettare una casa a basso impatto ambientale?
Gli ingredienti sono parecchi e le dosi possono variare secondo i gusti dei progettisti e dei committenti: fondamentale é l’isolamento termico che riduce drasticamente i costi di gestione. Il giusto orientamento, quando é possibile, permette un ottimale sfruttamento dell’energia solare. I materiali che compongono il manufatto devono essere di origine naturale, non devono rilasciare sostanze nocive per l’uomo e per l´ambiente. Nella scelta di un materiale é importante sapere quanta CO2 é stata consumata per produrlo, per trasportarlo e per il futuro smaltimento. Anche la scelta dell’impiantistica é molto importante e va studiata con estrema cura.
Ultimamente molte aziende italiane si stanno specializzando nella costruzione e nella vendita delle Case di legno. Quali sono i pregi di queste tipologie di edifici?
I pregi delle case in legno a mio avviso sono molteplici, prima di tutto la salubrità degli ambienti visto l’origine naturale degli elementi costruttivi. Sono antisismiche e hanno un bassissimo impatto ambientale. Distinguerei, inoltre, le case in legno pronte a catalogo e la casa in legno progettate su misura e costruite ad hoc: le prime sono convenienti, e hanno tempi di realizzazione incredibilmente rapidi. Le case progettate su misura, realizzate in legno, hanno bisogno invece di una progettazione molto accurata, tutto deve essere previsto in fase progettuale ma la realizzazione é molto rapida e ad opera conclusa non si distingue dalle costruzioni “tradizionali”. Mi preme dire che la casa in legno non sempre é una casa ecologica, infatti se il legno proviene dall’altra parte del mondo o se é stato trattato con sostanze inquinanti, il discorso dell’ecologia salta .
Oltre all’attenzione per l’ambiente, la cosiddetta casa verde, è anche attenta al design. Vuol dire che ambiente e bellezza possono convivere tranquillamente?
Assolutamente si! Bisogna dimenticarsi dell’immagine di casa ecologica vista come la baita di montagna. I criteri di bioclimatica sono elementi architettonici da sfruttare, quindi opportunità, non vincoli che costituiscono un linguaggio architettonico ben definito.
Friburgo, città tedesca, produce grazie alle energie rinnovabili una buona percentuale del proprio fabbisogno energetico. Se fossero montati pannelli fotovoltaici sulle superfici ben esposte di copertura degli edifici esistenti in Italia (circa 800 Km2), si produrrebbe il 40% del fabbisogno nazionale di elettricità. Non contando la possibilità di creare energia eolica e idrica in grande quantità. Cosa manca in Italia perché questa trasformazione avvenga?
Mi dispiace dirlo, ma quello che manca in Italia è la mentalità. Siamo abituati a vivere troppo bene, pretendiamo d’estate ambienti climatizzati con temperature polari quando fuori ci sono 40° C, teniamo i riscaldamenti accesi e apriamo le finestre perché abbiamo caldo. Tecnicamente produrre il 40% del fabbisogno tramite fonti rinnovabili è possibile ma molto costoso e lo trovo un po’ senza senso se non cambiamo il nostro atteggiamento nei confronti dell’energia. L’esempio che faccio spesso è questo: se ho un secchio con dei buchi e la mia fontanella non riesce a riempirlo, non vado a cercare un’altra fontanella con più acqua a disposizione ma cerco di tappare i buchi nel secchio. quando vedo tutta questa grande corsa alle energie rinnovabili mi domando se non sarebbe più facile ridurre gli sprechi.
L’Italia ecosostenibile e ad impatto ambientale zero è un sogno possibile o un’utopia?
Si può far molto, ma bisogna partire dal basso: fin da piccoli bisogna far capire ai nostri figli che il mondo è una risorsa che non va sciupata e finché vedrò nei boschi lavatrici, frigoriferi e calcinacci abbandonati come in delle discariche a cielo aperto, penso che rimarrà solo un sogno.


