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		<title>Apple rifiuta l’O2 per l’iPhone</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 09:53:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>clorofilla</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo sviluppo sostenibile non sembra rientrare negli obiettivi di Apple che ha rifiutato l’O2 per l’iPhone. L’O2 è un sistema di classifica ecologica relativa ai telefoni cellulari, che il Regno unito ha deciso di adottare. La Apple ha fatto sapere che non ha intenzione di fare il modo che l’iPhone entri a far parte di questa classifica verde, anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo <strong>sviluppo sostenibile</strong> non sembra rientrare negli obiettivi di <strong>Apple</strong> che ha rifiutato l’<strong>O2 per l’iPhone</strong>. L’O2 è un sistema di <strong>classifica ecologica</strong> relativa ai telefoni cellulari, che il Regno unito ha deciso di adottare. La Apple ha fatto sapere che non ha intenzione di fare il modo che l’iPhone entri a far parte di questa <strong>classifica verde</strong>, anche se non si riesce a comprendere fino in fondo quali sono i veri motivi che hanno spinto la nota società a prendere una posizione di questo genere. D’altronde la <strong>tutela ambientale</strong> legata ai prodotti tecnologici è un interesse comune.</p>
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		<title>La Francia vira decisa verso l&#8217;eolico offshore</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Aug 2010 10:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tremila megawatt di energia eolica da installare a largo dei mari di Francia. Il piano, annunciato dal ministro dell&#8217;Ambiente Jean Louis Borloo, punta a realizzare parchi offshore con 600 turbine eoliche, con un investimento complessivo stimato in circa 10 miliardi di euro, considerando un costo di 3,5 milioni di euro a MW installato.
Il progetto del governo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tremila megawatt di energia eolica da installare a largo dei mari di Francia. Il piano, annunciato dal ministro dell&#8217;Ambiente Jean Louis Borloo, punta a realizzare parchi offshore con 600 turbine eoliche, con un investimento complessivo stimato in circa 10 miliardi di euro, considerando un costo di 3,5 milioni di euro a MW installato.</p>
<p>Il progetto del governo francese prevede che nei prossimi mesi siano individuati 10-12 siti idonei alla realizzazione dei parchi nel Canale della Manica, nel Mare del Nord, a nord della Bretagna, al largo della Pays de la Loire e nella regione della Languedoc- Rossillon.</p>
<p>L&#8217;obiettivo &#8211; ha aggiunto il ministro &#8211; è quello di arrivare al 2020 con 6.000 MW installati e un investimento dai 15 ai 20 miliardi di euro, tenendo conto della prevista riduzione dei costi di installazione e dei componenti. Attualmente &#8211; secondo i dati dell&#8217;Associazione dell&#8217;Energia Eolica Europea (EWEA)- sono installate in Europa 948 turbine offshore, nessuna delle quali in Francia. Con questo piano Parigi intende colmare il ritardo accumulato in questo settore, nonostante la disponibilità di una linea costiera vastissima. Un ritardo che viene spiegato con le maggiori profondità medie nell&#8217;Oceano Atlantico e nel Mare del Nord, cosa che imporrebbe la realizzazione degli impianti più vicino alle coste, sollevando maggiori conflitti con i settori della pesca e del turismo. (fonte: informazioneambiente.it)</p>
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		<title>A Chicago il parcheggio è supersostenibile</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 09:54:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La società di architettura americana Hok ha completato la realizzazione, nel popolare quartiere di North River a Chicago, di un innovativo parcheggio auto a basso consumo energetico. Si tratta di un parcheggio permanente (24/24 ore) di 11 piani, della capacità di 725 posti auto, denominato Greenway Park e dotato di elevati parametri di sostenibilità.
Dispone infatti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La società di architettura americana Hok ha completato la realizzazione, nel popolare quartiere di North River a Chicago, di un innovativo parcheggio auto a basso consumo energetico. Si tratta di un parcheggio permanente (24/24 ore) di 11 piani, della capacità di 725 posti auto, denominato Greenway Park e dotato di elevati parametri di sostenibilità.</p>
<p>Dispone infatti di un &#8220;tetto verde&#8221; e di un sistema di raccolta delle acque piovane, è predisposto per la ricarica di auto elettriche, prevede un&#8217;area per il car sharing, ha uno specifico parcheggio per biciclette (tra l&#8217;altro con docce a disposizione dei ciclisti) e le mura perimetrali sono realizzate in modo da ottimizzare la ventilazione naturale, cosa che elimina completamente l&#8217;esigenza della ventilazione forzata necessaria nei grandi parcheggi convenzionali.</p>
<p>Ma la caratteristica principale del nuovo parcheggio è data da una serie di 12 miniturbine eoliche ad asse verticale, prodotte da HelixWind con una particolare forma elicoidale, integrate in uno degli angoli dell&#8217;edifico. Pur lavorando in una situazione molto sfavorevole &#8211; chiuse tra due muri ad angolo &#8211; la produzione attesa dalle turbine varia da 10.000 a 15.000 kWh/anno ed è in grado di soddisfare l&#8217;illuminazione dell&#8217;edificio. Cedendo, eventualmente, alla rete cittadina la maggiore energia prodotta. (Fonte: informazioneambiente.it)</p>
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		<title>Turismo sostenibile: Urbino la più virtuosa</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 10:13:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; Urbino il centro italiano con il turismo più sostenibile. A stabilirlo è stato l&#8217;Osservatorio nazionale spesa pubblica e turismo sostenibile che ha condotto una ricerca sui comuni italiani dalla quale è emerso che la città marchigiana risulta essere il comune più virtuoso.
Lo studio è stato portato avanti mettendo in relazione la spesa pubblica sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; Urbino il centro italiano con il turismo più sostenibile. A stabilirlo è stato l&#8217;Osservatorio nazionale spesa pubblica e turismo sostenibile che ha condotto una ricerca sui comuni italiani dalla quale è emerso che la città marchigiana risulta essere il comune più virtuoso.</p>
<p>Lo studio è stato portato avanti mettendo in relazione la spesa pubblica sul turismo con l&#8217;occupazione, la società, l&#8217;economia e l&#8217;ambiente locale. Nei primi dieci posti della classifica si sono posizionati Urbino, Ravenna, Rimini, Massa, Milano, Firenze, Mantova, Piacenza, Venezia e Palermo.</p>
<p>Fanno parte della graduatoria quelli che i promotori della ricerca considerano i comuni più virtuosi in relazione alla qualità, quantità, efficacia dei flussi di spesa pubblica destinata al turismo con l&#8217;evoluzione dell&#8217;economia turistica e della qualità sociale e territoriale locale.</p>
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		<title>Defra: definito il piano green per i prossimi quattro anni</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 11:47:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sostegno all’agricoltura e alla sostenibilità della produzione alimentare, al risparmio della risorsa idrica, e alla riduzione degli sprechi. Il piano quadriennale del Defra ha a cuore l’ambiente e la qualità della vita
(Rinnovabili.it) – Il Dipartimento britannico per l’Ambiente, il Cibo e gli Affari Rurali (Defra) ha reso pubblici gli intenti green per i prossimi quattro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4 style="text-align: justify;">S<span style="font-weight: normal;">ostegno all’agricoltura e alla sostenibilità della produzione alimentare, al risparmio della risorsa idrica, e alla riduzione degli sprechi. Il piano quadriennale del Defra ha a cuore l’ambiente e la qualità della vita</span></h4>
<p style="text-align: justify;">(Rinnovabili.it) – Il Dipartimento britannico per l’Ambiente, il Cibo e gli Affari Rurali (<a href="http://www.repubblica.it/news/ambiente/%22http://ww2.defra.gov.uk/%22">Defra</a>) ha reso pubblici gli intenti green per i prossimi quattro anni mediante la presentazione di tre scenari ipotetici per attuare tagli, rispettivamente del 25, 40 e 50%, all’interno del bilancio del servizio. Nonostante la riduzione del budget nell&#8217;ordine del 50% decisa dal Governo, il Dipartimento ha definito oggi i punti su cui intende agire, consegnati al Tesoro affinché vengano prese le decisioni che saranno definitive a partire dal prossimo autunno. “Lavoreremo per tutta l&#8217;estate su come saremo in grado di risparmiare e definire il budget finale per il parlamento, che sarà annunciato il 20 ottobre”, ha dichiarato un portavoce del Defra lo scorso 16 luglio in occasione dell&#8217;annuncio del piano.<br />
Le rivelazioni arrivano proprio nel giorno in cui il Dipartimento ha ufficialmente presentato le sue priorità per i prossimi quattro anni come parte dello Structural Reform Plan (SRP), che mira a stabilire obiettivi chiari e quantificabili per ogni reparto della Whitehall.<br />
Le dieci pagine presentate contengono le priorità del progetto a salvaguardia del sostegno e dello sviluppo dell’agricoltura britannica con particolare attenzione alla produzione alimentare sostenibile migliorando l’ambiente al fine di ottenere influssi positivi anche sulla biodiversità e sulla qualità della vita; tra gli obiettivi in calendario anche il supporto all’economia affinché si rafforzi e sia più sostenibile anche nella lotta e nel contrasto ai cambiamenti climatici.<br />
L’impegno nei confronti delle risorse continuerà con la promessa della redazione di informative a carico del settore idrico, a garanzia di un uso più razionale ed efficiente dell’acqua con attenzione anche a misure per la protezione della fauna e degli spazi verdi.</p>
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		<title>Eolico</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 10:36:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La più grande centrale eolica del Sud America sorgerà in Cile. Il progetto nasce da una partnership raggiunta tra la danese Vestas, leader mondiale nella produzione di turbine eoliche, e la holding cilena Phoenix, per lo sviluppo di importanti progetti eolici nel Paese.
Nell’immediato – scrive Apcom – l’accordo prevede un investimento di circa 250 milioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La più grande centrale eolica del Sud America sorgerà in Cile. Il progetto nasce da una partnership raggiunta tra la danese Vestas, leader mondiale nella produzione di turbine eoliche, e la holding cilena Phoenix, per lo sviluppo di importanti progetti eolici nel Paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’immediato – scrive Apcom – l’accordo prevede un investimento di circa 250 milioni di dollari per la prima fase di un complesso eolico a Talinay, in un&#8217;area situata a circa 350 chilometri a nord di Santiago. Inizialmente, è prevista l&#8217;installazione di 120 MW, che da soli consentiranno di raddoppiare la potenza eolica installata sul territorio cileno.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta però solo del primo passo. Sul sito è, infatti, prevista la costruzione della più grande centrale eolica dell&#8217;intera America Latina, con oltre 500 MW da realizzare in cinque fasi di sviluppo e con un investimento complessivo stimato in circa un miliardo di dollari.</p>
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		<title>Decreto su Co2</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 09:10:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Senato, ok definitvo a decreto su Co2
Roma, 15 lug. (Apcom) &#8211; Con 156 voti favorevoli, 115 astenuti e un voto contrario, l&#8217;aula del Senato ha licenziato in seconda lettura senza modifiche il disegno di legge di conversione del decreto legge 72 del 20 maggio 2010, recante norme sull&#8217;ambiente, l&#8217;autotrasporto e le quote di emissione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Senato, ok definitvo a decreto su Co2</h3>
<p>Roma, 15 lug. (Apcom) &#8211; Con 156 voti favorevoli, 115 astenuti e un voto contrario, l&#8217;aula del Senato ha licenziato in seconda lettura senza modifiche il disegno di legge di conversione del decreto legge 72 del 20 maggio 2010, recante norme sull&#8217;ambiente, l&#8217;autotrasporto e le quote di emissione di Co2. Il provvedimento diventa quindi legge dello Stato.</p>
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		<title>La maxi centrale di Archimede</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 13:35:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[PRIOLO (Siracusa) — Nasce la «fattoria del sole». A Priolo, nella conca di Augusta, simbolo con Melilli del triangolo industriale siracusano e del polo petrolchimico più grande d&#8217;Europa che vede la massima concentrazione di raffinerie, è partita la riscossa verso l&#8217;energia del futuro: pulita e rinnovabile. Giovedì 15 luglio è stata inaugurata a Priolo Gargallo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>PRIOLO</strong> (Siracusa) — Nasce la «fattoria del sole». A Priolo, nella conca di Augusta, simbolo con Melilli del triangolo industriale siracusano e del polo petrolchimico più grande d&#8217;Europa che vede la massima concentrazione di raffinerie, è partita la riscossa verso l&#8217;energia del futuro: pulita e rinnovabile. Giovedì 15 luglio è stata inaugurata a Priolo Gargallo la centrale solare termodinamica «Archimede», prima al mondo a utilizzare la tecnologia dei sali fusi integrata con un impianto a ciclo combinato.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>INCENTIVI ALLE FONTI RINNOVABILI</strong> &#8211; Una giornata importante, che coincide anche con l&#8217;annuncio che il governo ha ripristinato nella Manovra il sistema degli incentivi alle fonti rinnovabili, dato dal ministro dell&#8217;Ambiente Stefania Prestigiacomo. A dieci anni dall&#8217;intuizione di Carlo Rubbia poi sviluppata dai ricercatori dell&#8217;Enea e successivamente industrializzata dall&#8217;Enel, prende così corpo un progetto, che nato sulla spinta della crisi energetica degli anni &#8216;80 portò alla costruzione di diverse centrali solari, tuttora in funzione nel deserto della California, il cui funzionamento è caratterizzato dall&#8217;utilizzo di specchi parabolici lineari per concentrare e riflettere la luce solare su tubi in cui scorre olio minerale (l&#8217;olio si riscalda e incanalato in una caldaia dove l&#8217;acqua si trasforma in vapore ad alta pressione e aziona le turbine per la produzione di energia elettrica).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LA FATTORIA DEL SOLE</strong> &#8211; Ma la nuova centrale di Priolo, la «fattoria del sole», per dirla con l&#8217;amministratore delegato dell&#8217;Enel Fulvio Conti, costituisce una novità assoluta a livello mondiale, dal momento che prevede l&#8217;uso di sali fusi (ricavati da fertilizzanti) come fluido termovettore, ed è anche la prima al mondo a integrare un ciclo combinato a gas e un impianto solare termodinamico per la produzione di energia elettrica. Non solo. «Archimede» (il cui nome è anche un omaggio al grande fisico e matematico che oltre 2.200 anni fa con i suoi «specchi ustori» incendiò le navi romane e salvò Siracusa dall&#8217;assedio nemico) ha una caratteristica che la rende unica: è in grado di raccogliere e conservare per molte ore, lungo i suoi 5 chilometri e mezzo di tubi speciali che corrono attraverso 30mila metri quadri di specchi collettori parabolici, l&#8217;energia termica del sole per poter generare elettricità anche di notte o con il cielo coperto. (Fonte: Corriere.it)</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">«La capacità dell&#8217;impianto, costato circa 60 milioni, è di 5 megawatt, considerando un funzionamento di circa 3mila ore all&#8217;anno. Un livello in grado di soddisfare il fabbisogno di 4mila famiglie », ha spiegato Conti. Che comunque riconosce «un costo per kilowattora superiore di almeno cinque o sei volte rispetto all&#8217;energia prodotta con le fonti fossili convenzionali». «In questo caso, però, con un risparmio di 2.100 tonnellate di petrolio all&#8217;anno e riducendo le emissioni di anidride carbonica per circa 3.250 tonnellate». Insomma, come dice Conti: «Un altro passo per il raggiungimento di un sogno: avere energia abbondante a basso costo e soprattutto sostenibile ».</p>
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<h1><a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/energia_e_ambiente/10_luglio_15/energia-dagli-specchi-ustori-per-la-maxi-centrale-siciliana-gabriele-dossena_dd42b650-8fd6-11df-b54a-00144f02aabe.shtml#"></a></h1>
<p><a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/energia_e_ambiente/10_luglio_15/energia-dagli-specchi-ustori-per-la-maxi-centrale-siciliana-gabriele-dossena_dd42b650-8fd6-11df-b54a-00144f02aabe.shtml#"></a></p>
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		<title>Polo Nord: si scioglie il ghiaccio  e la pesca distrugge l&#8217;ambiente marino</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 14:05:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[SVALBARD (Norvegia) – Dopo due mesi di ricerche scatta un nuovo allarme sul Polo Nord: mentre il cambiamento climatico sta causando lo scioglimento dei ghiacci e l&#8217;acidificazione delle acque l&#8217;Oceano Artico è sempre più minacciato dall&#8217;espandersi di attività industriali, tra cui la pesca e le esplorazioni per idrocarburi liquidi e gassosi. Sono queste le prime [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>SVALBARD (Norvegia) </strong>– Dopo due mesi di ricerche scatta un nuovo allarme sul Polo Nord: mentre il cambiamento climatico sta causando lo scioglimento dei ghiacci e l&#8217;acidificazione delle acque l&#8217;Oceano Artico è sempre più minacciato dall&#8217;espandersi di attività industriali, tra cui la pesca e le esplorazioni per idrocarburi liquidi e gassosi. Sono queste le prime conclusioni, dopo due mesi di navigazione al Polo Nord, della spedizione “Arctic Under Pressure” di Greenpeace. Durante la spedizione, a bordo del rompighiaccio “Esperanza”, l&#8217;associazione ambientalista è andata a investigare i problemi che minacciano il fragile ecosistema dell’Oceano Artico. Ed ha documentato con immagini l’incredibile vita marina dei fondali a nord delle Isole Svalbard, ricchi di coralli molli, anemoni di mare e tunicati, che potrebbe essere distrutta dall’espandersi della pesca a strascico.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LE FLOTTA DA PESCA APPROFITTANO DELLO SCIOGLIMENTO DEI GHIACCI -</strong>«Permettere alle flotte da pesca industriali di sfruttare lo scioglimento dei ghiacci per espandersi verso nord – avverte Giorgia Monti, responsabile campagna Mare di Greenpeace &#8211; mette a rischio gli incredibili habitat dell’Oceano Artico, ancor prima che possano essere propriamente studiati». A bordo dell’Esperanza una troupe di scienziati dell’istituto di ricerca tedesco IFM-GEOMAR ha svolto il più grande esperimento mai condotto prima sull’acidificazione degli oceani, un processo causato dall’aumento dei livelli di CO2 dovuto all’utilizzo di combustibili fossili e alla distruzione delle foreste. «L’esperimento &#8211; afferma il Professor Ulf Riebesell, a capo del progetto &#8211; è stato un successo. Adesso non solo siamo in possesso del più completo set di dati mai avuto rispetto agli impatti dell’acidificazione sulle acque artiche, ma da questo esperimento abbiamo anche imparato che l’acidificazione degli oceani in queste acque ha un preciso impatto sulla base della catena alimentare, che potrebbe avere delle implicazioni per l’intero ecosistema».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IMPEDIRE NUOVI DISASTRI COME NEL GOLFO DEL</strong> <strong>IMPEDIRE NUOVI DISASTRI COME NEL GOLFO DEL MESSICO </strong>- I ricercatori dell&#8217;associazioni chiedono con urgenza che le lezioni apprese dal collasso di specie ittiche, come il merluzzo dell’Oceano Atlantico, o dalla devastazione causata dal disastro del Golfo del Messico, siano usate per proteggere l’Oceano Artico. «L’Artico, un ambiente polare ancora selvaggio e incontaminato, deve essere protetto dalla doppia minaccia del cambiamento climatico e dello sfruttamento delle risorse. I Governi &#8211; continua Monti &#8211; devono stabilire controlli più severi per proteggere quest’area, includendo una moratoria internazionale su ogni attività industriale». (Fonte: corriere.it)</p>
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		<title>Silenzio-assenso per chi vuole costruire</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 13:55:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Costruire, mai stato così facile. Da oggi non occorre più alcun permesso. Basta una banale segnalazione di inizio attività, certificata da un &#8220;tecnico abilitato&#8221;, la Scia, e il gioco è fatto. Unico requisito: essere un&#8217;impresa. D&#8217;un colpo, spariscono dunque tutte le altre &#8220;carte&#8221;: autorizzazioni, licenze, concessioni, nulla osta. E con loro anche le procedure e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Costruire, mai stato così facile. Da oggi non occorre più alcun permesso. Basta una banale segnalazione di inizio attività, certificata da un &#8220;tecnico abilitato&#8221;, la Scia, e il gioco è fatto. Unico requisito: essere un&#8217;impresa. D&#8217;un colpo, spariscono dunque tutte le altre &#8220;carte&#8221;: autorizzazioni, licenze, concessioni, nulla osta. E con loro anche le procedure e i controlli essenziali per la tutela del territorio e la lotta all&#8217;abusivismo. Sparisce così la Dia, applicata finora a ristrutturazioni e manutenzioni, sostituita e ampliata dalla Scia. Con il rischio che tirare su case, alberghi, ipermercati, persino infrastrutture alla fine diventi un&#8217;attività fai-da-te, facile e insicura.</p>
<p style="text-align: justify;">Le nuove norme sono frutto dell&#8217;ultima opera di ritocco all&#8217;articolo 49 della manovra di Tremonti, martedì all&#8217;esordio in aula. Tema generale: la semplificazione. In base al principio &#8220;un&#8217;impresa in un giorno&#8221;, si potranno inaugurare ristoranti, internet point, ma anche armerie e depositi di carburante con una semplice autocertificazione, senza controlli preventivi, senza chiedere permessi, neanche alla questura. In campo edilizio, la procedura è ancora più veloce. Si apre un cantiere, dove si vuole, segnalando l&#8217;intenzione a costruire e facendola certificare da un tecnico. Trascorsi trenta giorni senza che l&#8217;amministrazione abbia contestato quell&#8217;intenzione per carenza dei requisiti, il gioco è fatto, in attesa di eventuali controlli ex post.</p>
<p style="text-align: justify;">Non solo. Le autorizzazioni paesaggistiche (rilasciate ora da sovrintendenze o regioni) vengono fatte rientrare nell&#8217;ambito della conferenza dei servizi e sottoposte dunque al principio del silenzio-assenso: se il parere non arriva entro i termini, è considerato positivo. Infine, anche ottenere la Via (valutazione di impatto ambientale) sarà più facile, perché rilasciata non più solo da ministero dell&#8217;Ambiente e Regione, ma &#8220;appaltata&#8221; a università ed enti pubblici.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Così salta tutta la normativa di tutela ambientale e il regime delle autorizzazioni in vigore da sempre in Italia, cancellando con un colpo di spugna l&#8217;articolo 9 della Costituzione e il Codice dei beni culturali, varato proprio dal governo Berlusconi&#8221;, sbotta Salvatore Settis, archeologo e direttore della Normale di Pisa. &#8220;E poi come può l&#8217;università rilasciare la Via, se non ha alcun compito di tutela?&#8221;, prosegue.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Eliminare la burocrazia e garantire tempi certi non può tradursi in un &#8220;tana libera tutti&#8221;", aggiunge Ermete Realacci, deputato Pd e presidente onorario di Legambiente. &#8220;Si introduce il far west urbanistico e si dà il via al banditismo edilizio&#8221;, attacca il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli. &#8220;Questa norma continuerà ad arricchire i grandi speculatori edilizi a cui il governo ha già incartato un regalo enorme con il federalismo demaniale che svende beni e terreni dei cittadini italiani per dare il via alla più grande speculazione edilizia della storia della Repubblica&#8221; prosegue Bonelli. &#8220;A fare le spese di questa politica sciagurata saranno ovviamente i cittadini onesti che hanno seguito le regole per costruirsi una casa, ma anche l&#8217;ambiente e il territorio italiano su cui insistono quasi 500 mila frane e che è letteralmente a pezzi, come dimostrano i disastri degli ultimi anni&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Si dice preoccupato anche Roberto Della Seta, capogruppo Pd in commissione ambiente del Senato: &#8220;Con questa norma, in pratica viene abolito il permesso a costruire e si introduce una sorta di condono preventivo. E non solo per le imprese. Anche i privati interessati possono fare una società e tirare su un villino. Così si rischia una nuova Punta Perotti&#8221;. &#8220;E di vanificare anche le norme antisismiche, rafforzate dopo il terremoto dell&#8217;Aquila&#8221;, gli fa eco Francesco Ferrante, senatore Pd, che insiste: &#8220;L&#8217;errore è pensare di risolvere la burocrazia con l&#8217;abolizione dei controlli&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">(Fonte repubblica.it)</p>
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